Perchè partire con Unitalsi

Ogni anno, come ormai da più di cento anni, vogliamo far vivere a tutti coloro che lo desiderano un’esperienza forte di fede e condivisione fraterna che lasci il segno nella mente e nel cuore.
La nostra preparazione ci consente di organizzare pellegrinaggi in treno, pullman, aereo e nave dove, anche chi ha dei problemi di qualsivoglia natura, non sente il peso della sua condizione ed è sempre amorevolmente assistito.
Noi non proponiamo un turismo religioso mordi e fuggi, bensì amiamo offrire a tutti, e specialmente a coloro che vivono in difficoltà perché malati, anziani o disabili, il pellegrinaggio verso i luoghi più significativi della storia cristiana, perché cresca la speranza e si possa scegliere ogni giorno di condividere un cammino associativo di solidarietà e di amicizia. Con i nostri pellegrinaggi vogliamo far riscoprire a tutti, attraverso un’accurata organizzazione spirituale, il senso dell’essere pellegrino. Essere pellegrino, infatti, significa rivestire i panni del “migrante per vocazione”, proprio quelli che furono dell’apostolo Paolo, vivendo l’esperienza del pellegrinaggio nei Santuari a noi cari come Lourdes, Loreto, Fatima, Banneux, San Giovanni Rotondo, Gerusalemme, ma al tempo stesso continuare a cercare la presenza di Dio sui passi di San Paolo; fare tappa a Santiago di Compostela, per riscoprire la figura di San Giacomo, primo apostolo martire della storia.
Un’esperienza per tanti, gruppi, singoli, pellegrini, disabili, ammalati, anziani, giovani e bambini che in forza della fede vogliano scoprire, attraverso il pellegrinaggio, un cammino di gioia e condivisione.

Perché questo è l’UNITALSI: una straordinaria esperienza associativa di cammino insieme, una amicizia che è capace di accompagnare tutti - e soprattutto chi ha maggiori difficoltà - verso i Santuari più famosi del mondo alla riscoperta della bellezza della vita e dell’amore di Dio.

Il Presidente Nazionale
Antonio Diella

Notizie Utili
Come fare per partire con l’Unitalsi
Per partecipare ad un nostro pellegrinaggio è necessario contattare la nostra sottosezione come volontario, pellegrino o ammalato. La partecipazione prevede il pagamento di una quota associativa di 15 euro che dà diritto a partecipare a tutte le attività associative.
Come diventare volontario
I volontari sono la nostra risorsa più importante. Essere volontario significa dedicarsi gratuitamente, amorevolmente e responsabilmente ai malati, ai bambini in difficoltà, agli anziani soli. Per iniziare a vivere l’esperienza unitalsiana è necessario contattare la sede della nostra sottosezione.
Generalmente è partendo con un nostro pellegrinaggio che si entra nello spirito di carità e fraternità unitalsiano e, successivamente, ci si può impegnare nelle attività locali come: il Progetto Solitudine, accanto a chi è solo e ha bisogno di compagnia; il servizio di trasporto per coloro che hanno difficoltà a camminare e devono necessariamente spostarsi per visite mediche, controlli, terapie; nelle ludoteche con i più piccoli.
Assistenza tecnica e religiosa
Chi sceglie l’Unitalsi può contare su una puntuale assistenza tecnica e religiosa, per vivere al meglio ogni istante del pellegrinaggio. I volontari Unitalsi garantiranno un puntuale servizio per rendere confortevole il vostro viaggio. L’assistenza religiosa del pellegrinaggio è affidata a Vescovi, Sacerdoti e Animatori Pastorali che vi offriranno interessanti spunti di meditazione per vivere il pellegrinaggio quale straordinaria esperienza di vita e di fede.

Mezzi di trasporto
Aerei
L’Unitalsi utilizza i servizi di primarie compagnie aeree, con possibilità di partenza da tutti gli aeroporti italiani.
Treni
Il trasporto ferroviario è svolto si carrozze Trenitalia. Per i pellegrinaggi a Lourdes, l’Unitalsi prevede la sistemazione in carrozze cuccette, oltre che in posti ordinari. Agli ammalati con maggiori difficoltà è riservata la carrozza “barellata”.

Lourdes
Con l’Unitalsi è possibile partire alla volta di Lourdes per un’esperienza unica, per riscoprire la bellezza della fede che, da 150 anni, porta nella città mariana milioni di persone di ogni nazionalità. Nei luoghi che testimoniano la storia delle apparizioni mariane alla piccola Bernadette, la vita di questa umile pastorella, i miracoli riconosciuti dalla chiesa e le storie di tanti fedeli che ogni anno affollano in religioso silenzio il Santuario.
Era l’11 febbraio 1858 quando in questo piccolo paese della Francia meridionale, nella valle del Gave, a ridosso dei Pirenei, successe il miracoloso evento che ne avrebbe cambiato per sempre la vita. “Io sono l’Immacolata Concezione”: così la Vergine Maria si è presentata, nei pressi della Grotta di Massabielle a Bernadette Soubirous, la figlia di un mugnaio caduto in miseria e provata da una malattia cronica. La “Bella Signora Vestita di Bianco”, come ella la definì, è apparsa per 18 volte, parlando poco ma insegnando tanto. Il messaggio evangelico, infatti, è chiaro e semplice, valido in ogni tempo e per ogni persona: Dio ci ama così come siamo. Maria è apparsa in una Grotta sporca e oscura, chiamata “Grotta dei maiali”, per dirci che Dio viene a raggiungerci ovunque noi siamo e ha scelto di parlare proprio a una ragazzina senza cultura, perché tutti potessero comprendere. La bellezza di Lourdes è proprio questa: la semplicità della preghiera che diventa un’esigenza di comunione fraterna. La fede che si fa miracolo. Un luogo dove tutte le diversità sono abbattute, dove abbandonarsi alla sguardo amorevole della Madonna, dove cercare conforto, avere speranza, ringraziare, ridere, piangere e sperare nel miracolo fisico e dello spirito.

Loreto
Per l’Unitalsi, il Santuario di Loreto è un po’ come una seconda casa. Qui la famiglia unitalsiana si riunisce in preghiera dinanzi a Maria che, accogliendo tutti nella Sua Santa Casa, aiuta a scoprire come la vita della Santa Famiglia di Nazareth possa essere l’esempio tangibile per tante famiglie cristiane. È questo il mistero di Loreto, uno dei luoghi di pellegrinaggio che, ancora oggi, è tra i più importanti del mondo cattolico. Era la notte tra il 9 e il 10 dicembre 1294 quando, sul colle su cui sorge la città marchigiana, successe qualcosa di straordinario: trasportata dagli Angeli, arrivava la casa dove, secondo la tradizione, la Vergine Maria nacque, visse e ricevette l’annuncio della nascita di Gesù. Secondo la tradizione, infatti, nel 1291, quando i crociati furono espulsi definitivamente dalla Palestina, la Casa in muratura della Madonna fu trasportata, “per ministero angelico” prima in Illiria e poi nel territorio di Loreto (10 dicembre 1294). Una preziosa reliquia, costituita da tre povere pareti in pietra addossate e poste come a chiusura di una grotta scavata nella roccia. Tutto a Loreto parla di Maria e tutto si è sviluppato intorno a queste semplici pareti, protette esternamente da un rivestimento marmoreo, progettato nel 1509 dal Bramante. La Madonna di Loreto, detta anche Vergine Lauretana, ha una particolarità: ha il volto nero. La statua originaria, risalente al XIV secolo, fu distrutta in un incendio, quella attuale risalente al 1922 è in legno di cedro del Libano. Loreto è oggi un centro storico-architettonico unico al mondo che può vantare un patrimonio artistico, religioso e culturale senza eguali, meta sin dal medioevo di pellegrinaggi, è il santuario mariano più visitato d’Italia.

 

 

 

Terra Santa
L’Unitalsi offre la possibilità di vivere l’esperienza unica del Pellegrinaggio in Terra Santa, nei luoghi custoditi da secoli dai Frati Francescani della Custodia che, con devozione e tenacia, lavorano mediando le numerose situazioni di conflitto, accogliendo migliaia di pellegrini ogni anno. Quella striscia di terra è la terra promessa da Dio al popolo ebraico, la terra promessa ad Abramo e alla sua discendenza, è la terra in cui è nato, morto e risorto Gesù ed è anche la stessa terra in cui Maometto, profeta dell’Islam, giunse al termine del suo miracoloso viaggio e da cui misticamente ascese al cielo. È una Terra Santa per gli ebrei, per i cristiani, per i musulmani: a Gerusalemme sorge il Muro occidentale del Tempio, luogo Santo e inviolabile per il popolo ebraico; in tempi antichissimi vi è stata edificata la Chiesa del Santo Sepolcro, centro della cristianità, luogo in cui è possibile sentire e vivere intensamente il mistero di morte e resurrezione di Gesù. A Gerusalemme, inoltre, sorge la cupola della Roccia eretta in età omayyade nel luogo dove è cominciata, per la fede islamica, l’ascensione del profeta Maometto. Per ogni Cristiano il pellegrinaggio in Terra Santa rappresenta un momento privilegiato per l’incontro con il Signore, perché in quella striscia di terra Dio ha posato i suoi occhi per sempre, ha parlato all’uomo, ha stipulato un’alleanza nuova in Cristo che nessuna infedeltà, nessuna iniquità potrà più cancellare: questo ci raccontano quei luoghi Santi, da lì è iniziato il cammino di salvezza per ogni uomo che crede e spera.

Fatima
Fatima, un luogo che colpisce per la sua semplicità quasi disarmante, dove le preghiere dei fedeli non si confondono nella folla, ma infondono pace e serenità. Fatima è una cittadina della regione di Leira in Portogallo che, tra il 13 maggio e il 13 ottobre del 1917, fu il luogo in cui la Madonna scelse di rivelarsi a tre piccoli pastori di 7, 9 e 10 anni. I tre pastorelli, Francesco, Giacinta e Lucia, mentre portavano il gregge al pascolo, videro apparire all’improvviso una figura di donna vestita di bianco con in mano un rosario e avvolta in una nube bianca. La Beata Vergine disse loro di essere stata mandata da Dio con un messaggio per ogni uomo, il cosiddetto “segreto”. Sei apparizioni in tutto alla “Cova D’Iria” che ebbero il dono di anticipare la storia di un secolo: l’arrivo del comunismo, la seconda guerra mondiale, l’attentato al Santo Padre Giovanni Paolo II, la deriva dell’ateismo moderno. A preparare i tre pastorelli a ricevere il messaggio della Beata Vergine Maria fu, tra l’aprile e l’ottobre del 1916, l’Angelo della Pace che dimostrò loro il modo in cui tutti dovremmo pregare, con fervore, attenzione e compostezza, e il rispetto che dovremmo mostrare a Dio durante la preghiera.
Elemento centrale del messaggio di Fatima è la devozione al Cuore Immacolato di Maria, proprio Lei che, nell’ultima apparizione del 19 agosto, chiese che venisse costruita in quel luogo una cappella in suo onore. Negli istanti successivi avvenne un fenomeno molto particolare che fu chiamato “miracolo del sole”: i presenti, senza difficoltà, riuscirono a osservare il sole che roteava su se stesso divenendo multicolore. Da allora Fatima si trasformò in un luogo di preghiera diventando uno dei più importanti Santuari Mariani del mondo.

Fatima e Santiago De Compostela
Meta rinomata fin dal Medioevo di importanti pellegrinaggi di fedeli, Santiago de Compostela è ritenuta il punto centrale della cristianità. Qui sarebbero giunte miracolosamente via mare le spoglie di San Giacomo, primo apostolo martire del cristianesimo. Per questo motivo la città spagnola è anche citata come San Giacomo del campo della stella. Quando fu scoperto il sepolcro di San Giacomo il paese era invaso dagli infedeli, perciò il Santo rappresentò colui il quale li avrebbe condotti verso la via del cristianesimo. Santiago di Compostela è divenuta, così, il luogo d’incontro di tutti i pellegrini in viaggio verso la cristianità. L’Unitalsi ripercorre, quest’anno, il cammino di milioni di fedeli che, da tutta Europa, giungono nella città galiziana conosciuta per essere la tappa finale di ogni pellegrino che decide di affrontare il vecchio cammino di Santiago di Compostela.